Dark Light

Registrare un marchio non è solo un adempimento legale, ma una scelta strategica che incide sul patrimonio della tua impresa. Nel tempo un marchio registrato può diventare ancor più rilevante dei prodotti o dello stesso fatturato aziendale. Ma dato che la portata di questa misura non risulta del tutto evidente, spesso viene sottovalutata o rimandata nonostante i rischi. 

Ecco perché oggi approfondiamo questo argomento: in qualità di agenzia creativa esperta di branding, svisceriamo i motivi e i momenti in cui depositare un marchio per dare valore alla tua impresa. Scopri tutti i dettagli insieme a noi di Demia.

Cosa s’intende per marchio

Marchio, marca, brand, logo: che confusione! Per capire a pieno l’importanza di registrare un marchio, è necessario fare una premessa terminologica. 

Con la parola marchio intendiamo l’insieme degli elementi tangibili che identificano un’azienda, come il logotipo, il pittogramma e il pay-off. Per capire meglio di cosa stiamo parlando, prendiamo l’esempio di Sammontana tratto dell’articolo “cosa s’intende per brand”: il nome Sammontana scritto in stampatello a semicerchio è il logotipo, il cono che si lecca i baffi è il pittogramma, “Gelati all’italiana” è il pay-off. 

In base a queste caratteristiche, il marchio risulta per sua natura statico e con una dimensione tecnico giuridica. Proprio per questo può essere registrato. 

La marca, invece, rappresenta la somma dei tratti distintivi intangibili di un’azienda(valori, storia, reputazione, rapporto col consumatore, ecc.), si evolve nel tempo e come tale ha un’essenza dinamica. Anche se il termine brand è un suo sinonimo, noi di Demia preferiamo tralasciare l’uso della parola marca per concentrarci su ciò che rappresenta il cuore della nostra agenzia: progettare brand che incarnino la personalità, le ambizioni e i valori dell’azienda senza limitarci solo a disegnare un marchio o un logo (termine che può indicare l’equivalente grafico del marchio o solo di uno dei suoi elementi). 

Ma allora perché, se il marchio da solo non può raccontare tutto ciò che un’azienda rappresenta a differenza del brand, è così importante depositarlo? Domanda legittima a cui rispondiamo subito.

A cosa serve registrare un marchio

Registrare un marchio ti garantisce la protezione legale e la proprietà intellettuale di una parola, un nome, un simbolo, perfino un suono o un odore. 

A sancirlo è l’articolo 7 del DL 30/2005 (Codice della proprietà industriale) dove leggiamo che “possono costituire oggetto di registrazione come marchio d’impresa tutti i segni, in particolare le parole, compresi i nomi di persone, i disegni, le lettere, le cifre, i suoni, la forma del prodotto o della confezione di esso, le combinazioni o le tonalità cromatiche, purché siano atti a distinguere i prodotti o i servizi di un’impresa da quelli di altre imprese”.

In particolare, è stato grazie agli aggiornamenti attuati dal DL 15/2019 se è stata recepita in Italia la direttiva europea UE 2015/2436 che ha eliminato dal Codice della Proprietà Industriale il requisito della rappresentazione grafica facilitando la registrazione di nuovi tipi di marchio, come i marchi sonori o multimediali, purché rappresentabili in modo chiaro e preciso. 

Al di là dei dettagli tecnici, depositare il marchio assicura al titolare diritti esclusivi di utilizzo che non sussistono senza registrazione. Per sottolineare l’importanza di questo atto, basta pensare al nome della tua azienda, a una tua linea di prodotti o a un processo produttivo che hai messo a punto dopo anni e anni di esperienza. Se uno o più di questi segni è tale da distinguersi da altri sul mercato, merita di essere difeso e protetto a livello giuridico.

A dimostrazione di quello che abbiamo appena detto, soffermiamoci a esaminare cosa succede nel caso dei cosiddetti marchi di fatto di contro ai marchi registrati.

Tutela marchio registrato vs marchio di fatto

Il marchio di fatto è un segno distintivo non registrato ma utilizzato sul mercato in maniera concreta per vendere prodotti o servizi. La legge italiana ne riconosce una forma di salvaguardia attraverso l’art. 2571 del Codice civile e l’art. 12 del Codice della proprietà industriale a patto che ricorrano precisi requisiti, primo fra tutti la notorietà presso il pubblico di riferimento.

Si tratta quindi di una tutela limitata dipendente da diversi fattori come l’ambito territoriale in cui il marchio è effettivamente conosciuto, la documentazioni a riprova dell’uso continuativo che ne è stato fatto, la sua diffusione o riconoscibilità. 

Mentre il marchio registrato è di per sé protetto, il marchio di fatto deve dimostrare di meritare la tutela davanti a un giudice sulla base di una serie di elementi di prova spesso complessi, necessari a reclamare il diritto d’uso in caso di controversia. 

Ecco perché la mancata registrazione di un marchio rappresenta un rischio non solo legale ma anche aziendale. Al contrario, optare per una strategia di prevenzione consente di evitare conflitti futuri, rafforzando il valore economico del brand e mettendo l’impresa in una posizione di netto vantaggio in caso di contestazioni.

Non resta che esplicitare ancora meglio i vantaggi di un marchio registrato.

Tutti i vantaggi di un marchio registrato

Da quello che abbiamo detto finora, emerge già come registrare un marchio non sia solo una formalità legale ma un vero e proprio investimento sul futuro del tuo brand. Passiamo quindi in rassegna i vari benefici che ne derivano.

  • Certezza del diritto: la registrazione attribuisce una titolarità chiara e opponibile a terzi che non richiede dimostrazioni ulteriori sull’uso o sulla notorietà del segno depositato.
  • Riconoscimento legale più ampio ed efficace contro imitazioni, usi indebiti e concorrenza sleale. Il titolare di un marchio registrato può agire più rapidamente e con strumenti giuridici più solidi, riducendo tempi, costi e margini di incertezza.
  • Asset economico: un marchio registrato può essere ceduto, concesso in licenza, valorizzato in operazioni commerciali o societarie. Anche per questo, può rappresentare una parte rilevante del valore complessivo dell’impresa.
  • Maggiore credibilità del brand agli occhi di clienti, partner e investitori: un marchio registrato comunica professionalità, affidabilità e visione di lungo periodo, concetti che possono rafforzare la stessa reputation e awareness del tuo brand.

Quando registrare un marchio

Il momento ideale per registrare un marchio è all’inizio di un progetto. Molti imprenditori scelgono di farlo dopo aver avviato l’attività o quando il brand inizia a essere conosciuto. Altri credono che depositare il marchio spetti solo a grandi realtà aziendali. In realtà entrambe queste opzioni espongono a rischi che è possibile evitare: basti pensare a potenziali conflitti con marchi già registrati, all’eventuale obbligo di cambiare nome o alla perdita di investimenti già sostenuti.

La registrazione del marchio permette di partire su basi solide e prevenire problemi futuri ottimizzando investimenti di tempo, risorse e comunicazione. In particolare, consigliamo di farlo se:

  • stai per lanciare un nuovo brand, prodotto o servizio;
  • prevedi di espanderti all’estero o online;
  • la tua azienda è in fase di trasformazione, fusione o scissione.

Come registrare un marchio

Se desideri registrare un marchio in Italia, puoi agire in due modi.

  • Procedere in autonomia e fare domanda all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) o alla Camera di Commercio di competenza. In quest’ultimo caso, la registrazione non è diretta ma la Camera di Commercio fa da intermediaria: fornisce i moduli da compilare, fa pagare i diritti di segreteria locali e poi inoltra la tua domanda all’UIBM per via telematica.  
  • Delegare la registrazione a un professionista abilitato. In questo caso l’investimento economico è maggiore, ma la persona di riferimento può farti da consulente e seguirti lungo tutto l’iter di registrazione andando oltre l’adempimento delle pratiche burocratiche. Un supporto utile per ridurre gli errori formali, scegliere correttamente le classi merceologiche (classi di Nizza) e impostare una tutela che risponda davvero alle tue necessità.

Se invece vuoi registrare un marchio all’estero, la domanda va depositata in sedi diverse a seconda del contesto territoriale di riferimento:

  • all’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO) per ottenere una garanzia uniforme valida nell’ambito dei paesi europei (a patto che il marchio venga considerato valido in tutti gli Stati membri, nessuno escluso);
  • all’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (WIPO) per ottenere una protezione territoriale in uno o più paesi aderenti (per esempio Regno Unito, Svizzera, USA o Cina) che valutano il marchio in base alla propria normativa interna;
  • presso l’ufficio marchi del singolo paese d’interesse per l’attività concentrate in uno specifico stato extra-europeo o al di fuori dei sistemi sovranazionali.

In ogni caso, il processo di registrazione comporta una serie di verifiche preliminari per controllare il rispetto dei requisiti previsti dalla legge. Per l’Italia parliamo del Codice della Proprietà Industriale che sancisce i principi di: 

  • originalità per distinguere prodotti, servizi, attività da altri della stessa categoria merceologica; 
  • liceità per essere conforme alla legge, all’ordine pubblico e al buon costume; 
  • verità per non trarre in inganno il pubblico; 
  • novità per evitare marchi identici o simili ad altri già registrati.

Attenzione però: in Italia, l’Ufficio Marchi e Brevetti controlla che siano rispettati i primi 3 requisiti ma non verifica se esistono marchi anteriori con caratteristiche uguali o somiglianti. Cosa che invece può fare un professionista esperto del settore. Ecco perché raccomandiamo sempre di valutare a priori e con attenzione la procedura di registrazione del marchio: è un modo per scongiurare investimenti o difficoltà inutili. 

Se tutto procede senza problemi o opposizioni, la tutela del marchio registrato dura 10 anni e si può rinnovare. Il processo di rinnovo puntuale, insieme all’uso concreto e protratto nel tempo del marchio, sono le condizioni sine qua non per mantenerlo “in vita”.

Se ritieni che sia arrivato il momento di fare del tuo marchio un vero e proprio brand a tutto tondo, rivolgiti a noi di Demia e scopri tutto quello che possiamo fare per te. Un esempio? La creazione del tuo brand book: il manuale che racchiude la brand identity della tua azienda nella sua totalità e comprende una sintesi del sistema che regola tutti gli aspetti visivi del tuo brand (il cosiddetto VIS, Visual Identity System) per garantire coerenza e uniformità alla tua comunicazione.

Sbircia il nostro Portfolio per scoprire tutti i brand a cui abbiamo dato carattere e personalità: il prossimo sarà il tuo?

Related Posts